E mi parlarono d’amore

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Provo tanto amore, non posso vivere senza di lui (o lei)

Talvolta occorre però proprio farlo, ovvero vivere senza l’altro. Si manifesta allora quel famoso “mal d’amore” che affligge numerose persone del mio entourage. Questo mal d’amore, almeno così viene chiamato, lacera gli uomini e le donne nel più profondo del loro essere. Li rende totalmente instabili, poiché i loro pensieri si dividono tra un passato piacevole e la sensazione di un abisso enorme in seguito alla perdita della persona amata.

Amata? Le persone credono di parlare d’amore, ma in realtà parlano sovente di possesso, di bisogni, di mancanza di fiducia, di paure, di solitudine, di potere, di richiesta di riconoscenza, di ideali, di responsabilità, di comodità, di regole sociali o religiose, di orgoglio ferito, di gelosia, di rancore e di tante altre cose ancora. Insomma, parlano così raramente dell’amore! Anche se una parvenza d’amore fluttua come un leggero profumo attorno al loro essere e stuzzica i sensi di chi le sta ad ascoltare.

Purtroppo si dimentica frequentemente che l’amore rende felici, l’amore si legge nel luccicare degli occhi, l’amore si manifesta in ogni cellula del corpo ed è spesso difficile negare che si è innamorati. L’amore rende generosi, altruisti e capaci di “saltare sopra la propria ombra”. L’amore è un sentimento che si prova per l’altro e che ci fa del bene. Non fa soffrire, non crea un vuoto, ma ci riempie con energia positiva. Amare significa sentirsi felici nel momento in cui la persona amata è appagata; che sia con noi o senza di noi.

A volte succede, difatti, che la persona amata sia felice senza di noi. In quel caso non è l’amore che prende un colpo, ma piuttosto il nostro orgoglio. E se pensiamo che la persona amata ci appartenga, allora è il nostro atteggiamento possessivo che viene messo a dura prova. E se siamo convinti di non poter vivere senza la persona amata, quello che chiamiamo “amore”, non è altro che un volgare bisogno dovuto ad uno squilibrio a livello corticale.

Allora di quale amore si parla, quando si parla del “mal d’amore”? Quando si afferma piangendo: “È partito, ma io lo amo ancora tanto!” Parliamo davvero dell’amore che proviamo per l’altro? Difficilmente ci riferiamo solo all’amore, poiché l’amore che proveremmo, ci illuminerebbe dall’interno.

Qualcuno mi dirà: “Ma se la persona amata non mi ama più, per forza sono triste e ho una brutta cera. Mi ha tolto l’amore!” Sì, ti ha tolto il suo amore, ma questo non ti è mai appartenuto. Che sia chiaro. Non ha invece tolto il tuo amore, quello che tu provi nei suoi confronti, quello ce l’hai sempre. L’amore è un sentimento che ci appartiene, e non se ne va con la persona amata.

Ma prendiamo un altro esempio, più semplice e meno caricato emotivamente. Alcuni amano i tramonti del sole, eppure non possono sapere se i tramonti del sole le amano. Tra l’altro nessuno si aspetta che un tramonto del sole manifesti il suo amore per lo spettatore. Eppure tante persone amano i tramonti sul mare e si sentono felici e arricchite da quest’esperienza. Una volta il sole tramontato, le persone mantengono dentro di loro la bellezza del tramonto e la felicità percepita in quel momento. E c’è chi se lo porta con sé e se ne ricorda ancora anni dopo. È una specie di “tesoretto” che ci arricchisce, nonché un testimone della nostra capacità di saper emozionarci. L’amore arricchisce. Ma ricordatevi soprattutto che l’amore che proviamo ci appartiene. È un dono che va custodito, anche se riguarda soltanto una piccola parte della nostra vita. È una cosa nostra, non è dell’altro. Non può essere dell’altro! Possiamo certo manifestarlo in qualche modo, parlarne, spiegarlo, ma la sorgente è dentro di noi. Come l’esperienza del tramonto. Nessuno può togliercelo, se non noi stessi. Il bello dell’autentico amore è poter rimanere liberi, indipendenti da chiunque; anche se creiamo un legame.

L’amore è libertà. Il profondo e lancinante dolore che proviamo quando una relazione finisce, non nasce dall’amore che proviamo per l’altro, semmai dall’assenza d’amore corrisposto; oppure dall’impossibilità di rivivere una simile esperienza con la persona amata.

Distruggendo però pure il proprio sentimento d’amore, annientandolo oppure trasformandolo in rabbia, rancore, delusione e tristezza, si contribuisce indirettamente ad aumentare quel vuoto che si manifesta con insistenza dentro di noi. Tutto ciò rende ancora più difficile scovare le eventuali altre cause del nostro malessere per ritrovare un minimo di equilibrio. Occorrerebbe quindi cominciare da qui quando si tratta del “mal d’amore”. Districare i vari sentimenti, dare un nome alle emozioni, analizzare la veridicità delle rappresentazioni creatosi col tempo, nonché rivedere certe interpretazioni. Tutto ciò per poi ritrovare l’equilibrio e chissà … un altro amore.

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